Ho sempre pensato volentieri e con molto anticipo ai regali di Natale. Non tanto per paura di non farcela, quanto per il gusto di individuarli uno ad uno, e di diluire le spese nell'arco di qualche settimana in più.
Quest'anno però ho veramente cavalcato l'onda dell'entusiasmo da non acquisto, e mi sono mossa – se possibile – prima del solito.
Tanto che l'altra sera ho cominciato a confezionare i primi pacchetti.
Quelli già pronti campeggiano sullo scatolone avanzato da Saporbio che proprio non ho avuto il fegato di buttare.
Nel pacchettino a forma di caramella c'è la ruspa scambiata con lck, che spero faccia felice il piccolo Davide, appassionato di Cars e dei suoi derivati (tir, camnion e compagnia bella); nel sacchetto rosa arricchito da qualche nastro rosso c'è la brocca un tempo di alorac63, che andrà alla zia Anna con tante scuse (quest'estate ho usufruito della sua casa in montagna e gliene ho rotta una); per Gabriele ci sono già da parte uno shaker e due piatti fondi scambiaticon otello. Questi ultimi sono un pensiero – come dire – romantico per il mio robusto fratellone: hanno infatti la stessa fantasia di una spaghettiera (si dice così?) che lui ha sempre invidiato alla mia nonna paterna ma che non ha mai trovato da nessuna parte. Spero davvero di farlo contento.
Grazie ancora ad lck ho recuperato anche ben 15 libri gialli per il mio appassionatissimo papà. Ne ha così tanti che può essere che tra quelli nascosti sotto la carta gialla ce ne siano alcuni che ha già letto, ma correrò il rischio. Al massimo li rimetterò in scambio!
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